triumph mai più
Dopo aver posseduto e amato ben nove motociclette, nell’aprile del 2023 ho deciso di realizzare un sogno, acquistando una Triumph Bonneville T120. Purtroppo, questo sogno si è trasformato in un incubo nel giro di pochissimi chilometri.
Dopo appena 240 km, il primo guasto: errore chiavi. Risultato? Moto completamente bloccata, impossibilitato ad avviarla a causa dell’immobilizer e 100 euro di carro attrezzi per riportarla a casa. Dopo 12 ore, inspiegabilmente la moto riparte e mi reco immediatamente in concessionaria, dove mi viene detto: “Se il problema si ripresenta, prenderemo un appuntamento per capire il da farsi”.
Come prevedibile, a 570 km lo stesso identico problema. Altri 100 euro di carro attrezzi, mia moglie furiosa per aver venduto la mia Guzzi V7, e la moto nuovamente in officina. Stavolta la concessionaria si attiva e richiede la sostituzione dell’antenna e del kit chiavi. Dopo tre settimane di attesa snervante, i pezzi arrivano… ma il problema persiste.
A questo punto viene ordinata una nuova centralina immobilizer. Ulteriore attesa interminabile, il pezzo arriva, ma niente da fare: non riescono a sincronizzare i codici di avviamento. Si tenta di contattare Triumph in ogni modo possibile, ma senza ottenere una soluzione concreta.
Il risultato? Un’intera estate senza moto e l’impossibilità di partire con mia moglie per le vacanze in Abruzzo, un viaggio programmato nei minimi dettagli.
Oggi, 14 luglio 2023, la moto è ancora ferma, in “sala rianimazione”, e nessuno è in grado di risolvere il problema. Stiamo parlando di una moto con appena due mesi di vita e poco più di 500 km.
Rimpiango amaramente la mia Moto Guzzi, che, pur avendo avuto qualche problema, è sempre stata riparata dalla casa madre in massimo una settimana.
Trovo inaccettabile che un marchio come Triumph, sinonimo di eccellenza e affidabilità, non sia in grado di offrire un’assistenza adeguata per un difetto così grave su una moto nuova.
2 mei 2023
Review zonder uitnodiging